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Luoghi aggregativi dimenticati

Perché?
Senza entrare in discorsi pedagogici (che non ci competono) e scadere nella retorica dell’ovvietà, l’associazione ACTA UNGRA propone solo alcune riflessioni in merito all’incendio occorso al palazzo di piazza Garibaldi a Lungro.

La scorsa notte, qualcuno ha dato alle fiamme un luogo di aggregazione storico per la nostra comunità. Cinema “Diana”, sezione del PDS: in entrambe le declinazioni, quel luogo ha offerto momenti di svago e di formazione per generazioni di cittadini.

Fino a pochi anni fa, c’erano tanti spazi pubblici e privati in cui la socialità veniva praticata, sia come avanzamento culturale dei fruitori sia come prevenzione, tra l’altro, di atti simili. Un animo gentile, un animo istruito al bello, al rispetto delle cose e delle persone, difficilmente è predisposto al vandalismo.

Ci siamo chiesti il “perché” di questo atto, ma questo ci porta ad individuare responsabilità. Non individuali, ma diffuse. Quel luogo è stato chiuso ed abbandonato a sé stesso, così come tanti altri: se ne parla solo in tristi giornate come queste.

La riflessione porta conseguentemente a rilevare che la mancanza di luoghi in cui confrontarsi e trascorrere il tempo libero porta all’inaridimento della persona e della società. È il momento per le forze dell’ordine di indagare sui colpevoli, ma è anche il momento per tutti, cittadini e istituzioni, di riflettere sull’individualismo, sulla chiusura in sé stessi. Occorrono luoghi di incontro e spazi pubblici per invertire pericolose derive degradanti, evitabili soltanto con una rinnovata consapevolezza dell’importanza della partecipazione e del confronto.